|

|
NEWS |
09-01-2007 |
TUTTE LE NEWS |
Italiani e fonti rinnovabili: tra si e no |
Solo un italiano su tre, il 29% , e disposto a spendere di piu per utilizzare le fonti rinnovabili invece di quelle convenzionali. Il dato e stato pubblicato dalla Commissione europea sull Eurobarometro di fine dicembre. |
|
L'orientamento espresso ci accomuna ai paesi piu restii ad imboccare la via delle rinnovabili se piu costose, quali la repubblica Ceca, l'Ungheria, la Polonia e ci distanzia enormemente dai migliori della classe, i danesi, con un 52% di si a favore, anche a costo di sacrifici economici . L'Eurobarometro definisce la posizione italiana, insieme a quella del Belgio, dell'Austria e della Svezia come anomala. In questi ultimi paesi, infatti, non si registrano alti tassi di disoccupazione o valori del prodotto interno lordo a parità di potere d acquisto al di sotto della media europea, due indici economici che vengono messi in relazione diretta con lo scarso favore espesso dai cittadini per l'uso di rinnovabili piu care. Paesi poco inclini a scelte energetiche verdi, se piu costose, come il Portogallo, la Lettonia, la Lituania, la Slovacchia, la Polonia, la Bulgaria e la Turchia registrano infatti un prodotto interno lordo a parita di potere d acquisto più basso della media Ue. In particolare la Slovacchia e la Polonia hanno anche altissimi tassi di disoccupazione. Si spiega così il grande divario tra gli orientamenti espressi dagli stati membri della vecchia Unione europea a 15 e di quella attuale a 25 con il gruppo dei dieci nuovi paesi molto meno inclini all'adozione di energie verdi, se piu costose delle tradizionali. Alla ricerca di una ragione che giustifichi lo scetticismo di italiani, belgi, svedesi e austriaci verso le rinnovabili l'Eurobarometro punta l'indice accusatore su una mancata presa di coscienza dei problemi ambientali e energetici. Elemento questo che, nonostante il contesto economico favorevole, potrebbe ostacolare il cambiamento a favore delle energie rinnovabili, ammonisce l'Eurobarometro . A livello di media europea il 59% dei cittadini dell Unione non e favorevole all'utilizzazione di energie rinnovabili se più costose rispetto alle fonti convenzionali. L'indagine della Commissione europea, su un campione di 29.220 cittadini dell'Unione e dei paesi candidati all'adesione, mostra che in un brevissimo lasso di tempo, solo sei mesi, la percentuale dei cittadini disposti a spendere di più per l'energia verde, più pulita e di sicura approvvigionamento, è calata dal 40% al 34%, mentre quella dei contrari e salita dal 54% al 59%. Oltre ad identificare negli indici economici la ragione delle scelte dei cittadini la statistica individua altri due fattori che ne influenzano l'orientamento : il grado di istruzione e l'attivita professionale. C'è infatti una differenza di opinione notevole tra chi ha lasciato la scuola 15 anni e chi ha proseguito oltre i 20 nell'optare per la scelta delle rinnnovabili anche se più care. A favore è il 23% del primo gruppo, il 48% del secondo. Infine manager (52%) e liberi professionisti (44%) sono le categorie piu aperte all uso di energia verde , benchè più costosa della convenzionale. YFZ-CAM
www.ansa.it
|
|
|
|
 |
|
|
 |
|